Wikileaks e Berlusconi spiato da NSA: come può il Governo non sapere?

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«Ad oggi in base all’analisi della nostra intelligence e dei contatti internazionali, non risultano compromissioni della sicurezza delle comunicazioni, né dei vertici di Governo, né delle nostre ambasciate, né risulta che la privacy dei cittadini italiani sia stata violata da organismi informativi nazionali o in collaborazione con i servizi di intelligence stranieri».

Questo diceva Enrico Letta nell’informativa urgente alla Camera dei Deputati nel novembre del 2013. Alla luce dei nuovi leaks su come l’NSA spiasse l’allora premier Berlusconi, è lecito chiedersi: l’ex premier Letta mentiva o era all’oscuro di quello che stava accadendo?
Eppure i segnali non mancavano.
Infatti alcuni documenti top secret di Edward Snowden rilevavano come i servizi Usa controllavano le telefonate della leadership italiana (probabilmente dall’ambasciata di via Veneto a Roma?). Ne aveva scritto l’Espresso solo tre settimane dopo l’informativa di Letta. Nello stesso leaks si citava anche la presenza di due team “Special Collection Service” (SCS) sia a Roma che a Milano.

Quanto pubblicato dalla stampa fu sottovalutato e passato quasi inosservato dal Governo, nonostante presentai una interrogazione parlamentare, che probabilmente giace nei cassetti dell’esecutivo.
Dato che Renzi ha dichiarato di voler chiedere delle spiegazioni direttamente all’ambasciatore americano, gli consiglierei di informarsi anche sul sistema Sigint, posto probabilmente sul tetto dell’ambasciata americana in Via Veneto.

E’ davvero incredibile e surreale come dopo tre anni, il Governo italiano si renda conto solo adesso di uno scandalo che era già uscito e già ampiamente anticipato!