VI SPIEGO PERCHÉ HO FIDUCIA NEL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO.

Per la prima volta ho fiducia in un Governo. Una fiducia che non sta solo nell’approvazione degli indirizzi politici del nuovo esecutivo. Non è esclusivamente un voto esercitato dallo scranno di Montecitorio dove siedo in qualità di Portavoce dei cittadini lucani che ho l’orgoglio e l’onore di rappresentare. Per la prima volta posso fieramente dire di avere fiducia in un Governo del cambiamento. Il discorso tenuto martedì a Palazzo Madama dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha chiarito che questo cambiamento sarà sia formale che sostanziale. Ho fiducia in una stagione nuova che superi le consuetudini tipiche della prima e seconda Repubblica in cui gli accordi avevano poco a che fare con i contenuti di un programma, ma si incentravano sul trionfo di personalismi, lottizzazioni e interessi di parte. Per fare questo abbiamo trovato una sintesi in un contratto, dovendo far fronte anche a delle rinunce nel segno di una trasparenza che riteniamo imprescindibile per l’azione di governo. Io ho fiducia in un cambiamento che vada oltre la dialettica destra e sinistra, categorie insufficienti a descrivere la complessità dei mutamenti della società in cui viviamo, come dimostra la deriva di un centrosinistra senza identità né principi della scorsa legislatura. Oggi ci riconosciamo piuttosto in un orientamento politico la cui bussola è il riconoscimento dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini. La volontà popolare lo scorso 4 marzo si è espressa in modo inequivocabile del resto, contro lo smantellamento dei diritti sociali che ha portato alla creazioni di nuovi poveri, disoccupati e sofferenti. Io ho fiducia nell’inversione di quest’ordine di cose con una trasformazione che passa, come ha sottolineato il premier Conte nel suo discorso, per il diritto a un salario minimo orario, per il reddito di cittadinanza e il reinserimento al lavoro dei disoccupati, per pensioni dignitose, per una tassazione semplice ed equa, per una giustizia rapida ed efficiente. Io ho fiducia sul fatto che potremo finalmente spostare il focus su chi ha sofferto maggiormente le politiche di un’austerity eterodiretta e insensata e su chi è rimasto indietro come un’intera generazione di precari e disillusi, impossibilitata a coniugare la propria vita al futuro a causa di lavori pagati un tanto al chilo. Ed è significativo come Luigi Di Maio abbia voluto iniziare incontrando proprio i riders, nuovo emblema delle storture di un’economia sregolata, ragazzi simbolo di una generazione abbandonata e vittima delle tante leggi che hanno lasciato solo briciole e parole al vento.

Io ho fiducia nel nostro Sud e nell’emancipazione dalla precarietà e dalla sudditanza elettorale dal politico di turno. Non vogliamo un Sud che stia con il cappello in mano a elemosinare un lavoro che spetta di diritto.

E ho naturalmente fiducia in un governo per la Basilicata, dove abbiamo davvero un’occasione storica di cambiamento. Governando il Paese proveremo a spezzare i fili di un patto di potere clientelare che da decenni lega Roma alla nostra regione. Proveremo a ricostruire un nuovo percorso politico lineare, trasparente e meritocratico che metta i cittadini al centro. Non sarà certo facile, ci sono tante questioni da risolvere e nodi da sciogliere, l’anno prossimo arriva l’atteso ed ormai imminente appuntamento di Matera 2019, sperando che non sia già troppo tardi dovremo provare a non lasciarci sfuggire questa irripetibile occasione che va ben oltre i confini cittadini e regionali. C’è ancora il gap sulle infrastrutture di trasporto, sulle strade e le ferrovie incompiute, non è ammissibile una capitale europea della cultura senza ferrovie di Stato. E ancora, da Tecnoparco allo smaltimento dei rifiuti, fino al Petrolio, le questioni ambientali sono ancora apertissime in Basilicata. Oggi i parlamentari lucani del M5S sono i possibili interlocutori di un dialogo tra il governo dell’Italia e quello della Basilicata e questo potrà essere importante soprattutto in visione delle prossime elezioni regionali. Per attuare questo cambiamento per la nostra terra e il nostro Paese, non basta solo la mia fiducia ma c’è bisogno di quella di tutti i cittadini. Il percorso è già iniziato.

 

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