Trasporto pubblico Matera-Ferrandina. Il M5S chiede, RFI risponde

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Il 24 giugno 2013 in occasione di un incontro informale avvenuto con l’Ing. Mauro Moretti, Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane, consegnammo una Relazione sull’increscioso stato in cui versano le Ferrovie di Stato in Basilicata, in particolare puntavamo il dito sull’annosa questione delle Ferrovie di Stato a Matera e la precaria situazione della Stazione di Ferrandina in termini di qualità e servizi offerti ai cittadini.

Finalmente dopo oltre cinque mesi e solleciti giornalieri direttamente con la segreteria dell’Ing. Moretti, il 2 dicembre 2013, abbiamo ricevuto una nota di risposta dall’A.D. di Rete Ferroviaria Italiana Spa, Ing. Michele Mario Elia.

Partiamo con ordine: la nostra relazione disegnava la situazione reale che affligge il territorio lucano e nello specifico quello della provincia materana, indicando però anche delle precise proposte.

Abbiamo fatto presente che il progetto Pon 2006-2012 prevedeva lavori di ammodernamento e di costruzione di nuove infrastrutture per varie regioni del Sud, compresa la Basilicata. Nella regione lucana i lavori riguardavano la tratta Ferrandina-Matera L.M. e avrebbero finalmente collegato il capoluogo provinciale a Napoli tramite Ferrovia di Stato. Nonostante l’80% dei lavori fosse stato ultimato e nonostante i tanti soldi pubblici spesi, esattamente 115 milioni di euro, come sappiamo, la tratta Ferrandina-Matera è rimasta una cattedrale nel deserto e la stazione di Matera-La Martella giace attualmente abbandonata alla periferia della città. I finanziamenti del PON 2006-2012 dovevano riguardare anche la tratta Matera L.M.-Venusio e il potenziamento infrastrutturale della rete Lucana delle linee Potenza-Foggia e Potenza Metaponto, infine avrebbero dato vita ad uno studio di fattibilità per la linea Battipaglia-Potenza-Metaponto.

Nell’attuale PON però tutti gli interventi infrastrutturali previsti dal precedente progetto PON e sopra citati sono stati accantonati, anche la tratta Ferrandina-Matera ormai quasi completata non ha più ricevuto attenzioni e finanziamenti. Si è preferito veicolare gli investimenti sul nuovo progetto della tratta Napoli-Roma, considerando per l’ennesima volta i lucani come cittadini di serie B.

Abbiamo fatto notare che al di là del completamento della tratta, attualmente esistono forti criticità che non solo minano lo sviluppo di un territorio fortemente votato al turismo nazionale ed internazionale ma mettono in discussione il diritto alla mobilità per tanti studenti e lavoratori pendolari. Infatti ad oggi la città di Matera e la stazione FS più vicina, quella di Ferrandina non sono adeguatamente collegate con un servizio intermodale che garantisca un agevole uso delle Ferrovie di Stato da parte dell’utenza. Esistono gli autobus delle linee Grassani e FAL ma non c’è alcun coordinamento tra le due aziende e i mezzi non coincidono con gli orari di partenza e arrivo dei treni delle Ferrovie dello Stato, rendendo quindi inefficace e inefficiente il servizio offerto.
La Stazione di Ferrandina è stata ammodernata nel 2005 ma risulta sempre chiusa, senza personale, con bagni nuovi e inutilizzabili. L’utenza è costretta a usare quelli privati del bar all’interno della Stazione.

Una soluzione da noi proposta direttamente a Ferrovie dello Stato e presente nella relazione è il ripristino di un servizio di bus navetta (come già esisteva nel 2009) che garantisca lo spostamento dell’utenza da Matera alla Stazione di Ferrandina e viceversa, negli orari in cui transitano i treni utilizzabili dai clienti Trenitalia.

Nella nota di risposta, RFI, ci dice che in qualità di gestore in concessione dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, non può fornire servizi di trasporto locale. Inoltre afferma che per la tipologia di stazione in esame– con frequentazione inferiore ai 500 viaggiatori gg – RFI non prevede servizi igienici gestiti direttamente da RFI.

Probabilmente non si comprende bene che il servizio di trasporto pubblico va svincolato da rigide forme di mercato, esso è principalmente un diritto e come tale va garantito secondo parametri di qualità univoci a livello nazionale e che il numero di viaggiatori è in ogni caso direttamente proporzionato alla qualità e all’efficienza del servizio di trasporto. L’utenza ad oggi sceglie mezzi di trasporto alternativi proprio a causa della precarietà del trasporto ferroviario, ma certamente potrà aumentare in presenza di un trasporto il più possibile integrato, non solo con orari ma anche con biglietti di trasporto unici nazionali, mettendo in definitiva il viaggiatore (anche quello internazionale) nelle condizioni di poter arrivare agevolmente a destinazione. Lì dove non arriva RFI, dovrebbe invece porre rimedio Trenitalia, la quale ha stipulato un contratto con la Regione Basilicata che dovrebbe garantire proprio il trasporto pubblico locale!

Non ci fermeremo. Continueremo a porre domande a RFI e pretendere risposte, non concederemo alibi, nemmeno agli enti locali, su cui ricade la responsabilità del Trasporto Pubblico Locale, chiederemo e otterremo, con l’aiuto dei due neo portavoce del M5S nel Consiglio Regionale, un Tavolo Tecnico tra RFI, Aziende di trasporto locale e Regione. Non sappiamo ancora infatti perché manchi in Basilicata un ufficio Produzione proprio con dirigenti stabili dipendendo da Bari e Napoli. Ci fermeremo solo quando avremo ottenuto dei risultati.

Ringrazio personalmente tutti coloro i quali ci inviano, ormai quotidianamente, riflessioni, proposte oltre che proteste sulla questione, con il mio staff raccogliamo tutto il materiale e ne facciamo sintesi per la nostra battaglia all’interno delle istituzioni.

 

Scarica la nostra Relazione presentata a Ferrovie dello Stato Italiane Spa

 Scarica la Nota di Risposta di RFI