Su digitale e innovazione finanziamenti nel triennio per oltre 460 milioni di euro

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La sfida dell’innovazione è uno dei crocevia strategici del cambiamento. In questi primi mesi abbiamo dato vita a un autentico cambio di passo rispetto al recente passato. E lo dimostrano i termini, fino a poco tempo fa sconosciuti, che oggi sono per la prima volta presenti nel testo di una legge di bilancio con finanziamenti mirati allo sviluppo delle tecnologie emergenti. Il nostro obiettivo è quello di fare dell’Italia una smart nation. Non la classica etichetta buona per il marketing, ma è l’esigenza imprescindibile di coniugare al futuro parole come Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet delle cose e di trarne applicazioni pratiche con ricadute positive per il lavoro e lo sviluppo del paese. L’Italia è pronta a recitare un ruolo da protagonista e i finanziamenti per il digitale e l’innovazione ne sono la dimostrazione.

Finanziamenti in Legge di Bilancio

Le tecnologie 4.0 sono i pilastri per la realizzazione della smart nation nonché uno degli obiettivi del contratto di Governo ed è per questo che Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things sono tutte voci presenti in manovra con una dotazione di 45 milioni per il triennio 2019-2021, risorse per creare strumenti operativi per le imprese destinate a finanziare progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia, ad opera di soggetti pubblici e privati anche esteri. In questa direzione vanno anche le recenti call4experts promosse dal MISE in ambito Blockchain e Intelligenza Artificiale, un fatto che avvalora ancora maggiormente quanto il Governo sia attento agli obiettivi di sviluppo dell’Impresa 4.0, puntando ad accrescerne competitività e produttività.

Sempre in manovra sono presenti 50 milioni per l’ammodernamento dei sistemi di prenotazione elettronica per l’accesso alle strutture sanitarie per la riduzione dei tempi di attesa nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Per il venture capital è stato, inoltre, istituito un fondo di 30 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 con cui lo stato, tramite il MISE, può sottoscrivere quote di uno o più fondi per promuovere investimenti in capitale di rischio da parte di operatori professionali.

Previsti anche 25 milioni mediante voucher fino a 40mila euro per quelle piccole e medie imprese che vogliono avvalersi di un consulente per la trasformazione digitale, il cosiddetto “Innovation manager”.

Sempre in legge di bilancio figurano complessivi 7 milioni per diverse misure per i docenti del cosiddetto “Piano Scuola Digitale” per la promozione di misure e progetti di innovazione didattica e digitale.

 

Rimodulazione Delibera Cipe

Abbiamo destinato con una rimodulazione ad hoc, 45 milioni di euro derivanti da una delibera CIPE del 2017 per lo sviluppo di progetti con gli enti territoriali, regioni e comuni, per la sperimentazione di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet delle cose. Pensiamo alla creazione di distretti sulle tecnologie emergenti nelle città italiane, che finanzieremo con queste risorse da nord a sud, per consentire alle startup e alle PMI di avere un luogo anche fisico dove sperimentare e applicare queste tecnologie. Abbiamo inoltre ripreso il progetto Wi-Fi Italia lanciato e accantonato con medesima rapidità dal precedente Governo, a cui abbiamo destinato ulteriori 45 milioni.

Altri 5 milioni andranno al catasto delle reti per la mappatura e la digitalizzazione dei dati dei comuni: si tratta di un’azione di estrema importanza se solo si considera che, da una lato, i costi dei lavori civili di scavo e installazione delle infrastrutture a banda ultralarga costituiscono il 60-80% del costo totale e, dall’altro, vi sono infrastrutture inutilizzate che potrebbero essere adatte a realizzare reti in fibra ottica senza necessità di nuovi scavi. Solo una mappatura dettagliata delle infrastrutture disponibili nel territorio può consentire una adeguata pianificazione dei lavori di posa, con risparmio di spesa e minori disagi per i cittadini.

L’importanza di questi stanziamenti va letto in un’ottica ben più ampia che sta vedendo impegnati in un’azione coordinata sia il Governo che il Parlamento. Quest’ultimo ha deliberato un’indagine conoscitiva in commissione trasporti alla Camera sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G e alla gestione dei big data e non ultimo un recente emendamento a mia firma presentato al DL Emergenze, primo passo verso una tecnologia al servizio della sicurezza dei cittadini e che, nello specifico, prevede un fondo di 2 milioni per la sicurezza delle infrastrutture stradali nell’area di Genova grazie al 5G.

In ambito innovazione si porranno delle sfide sempre più importanti, compito della politica e di questo Governo è quello di sfruttarne le opportunità trasformandole in crescita reale per il paese come dimostrano le recenti misure adottate. La strada imboccata è quella giusta.