POSTE, LIUZZI: 1700 LAVORATORI A RISCHIO MA STIPENDI MANAGER CRESCONO

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Roma, 31 luglio – “Ritengo elusive e insufficienti le risposte date oggi dal Viceministro al Ministero dello Sviluppo Economico Antonio Catricalà in Commisione Trasporti rispetto alla mia interrogazione sul ridimensionamento del costo dirigenza della società Poste Italiane Spa”.

Lo afferma la deputata del MoVimento 5 Stelle Mirella Liuzzi.

Al Viceministro ho fatto notare come, secondo il bilancio della corti dei Conti 2011, il costo dei 584 dirigenti del gruppo Poste Italiane s.p.a. ammonta a 142 milioni di euro l’anno, con un amumento rispetto al 2010 del 4,2% (circa 4,2 milioni di euro). Un a crescita che il viceministro Catricalà nella sua replica all’interrogazione definisce essere “in sostanziale stabilità rispetto al 2010” e che contesto in ragione del fatto che il gruppo Poste Italiane s.p.a. ha chiuso l’esercizio del 2011 con un utile in calo rispetto al 2010 171  milioni in meno rispetto all’anno precedente, mentre per i ricavi totali si registra una flessione dello 0,7%. Inoltre, nel momento in cui i dirigenti vedono crescere le prorie retribuzioni da parte del Gruppo è in atto un piano di riorganizzazione, che mette a rischio 1756 posti di lavoro”.

Una differenza di trattamento rispetto alla quale non rilevo esserci giustificazioni credibili, a maggior ragione in un periodo di crisi come quello che affronta il nostro Paese.

Da parte di Catricalà la replica è stata all’insegna delle ragioni che hanno causato la flessione dei ricavi totali, eludendo del tutto quella che era la questione di fondo che gli veniva sottoposta.