NIENTE PIÙ DISCREZIONALITA’ DEI PARTITI PER LE FUTURE ELEZIONI, SI VA VERSO L’ELECTION DAY

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Stop alle tornate elettorali su più appuntamenti ravvicinati con la separazione delle elezioni regionali da quelle politiche o europee: si va verso l’election day obbligatoria. La disposizione è contemplata nella proposta di legge d’iniziativa della deputata M5S Mirella Liuzzi in materia di «accorpamento delle elezioni in un unico giorno», per cui, se ricorrere o meno all’election day, non sarà più ad uso discrezionale del governo di turno, bensì un obbligo procedurale. Obbligo che comprenderà anche l’istituto del referendum abrogativo per evitare, come è accaduto negli ultimi anni, che si limiti la portata democratica dell’elezione referendaria per via del quorum del 51% da raggiungere. I referendum saranno adesso accorpati per legge a una qualsiasi delle elezioni eventualmente indette nello stesso anno.

La proposta di legge si compone di tre articoli e regolerà anche la «durata degli organi elettivi regionali», annullando la possibilità, per i Consigli regionali, di prolungare artificialmente il loro mandato di governo, oltre il termine effettivo del quinquennio amministrativo, ricorrendo a veri abusi di potere “legalizzati” da norme elettorali di comodo.

Come del resto sta avvenendo in Basilicata, regione in cui siamo giunti al paradosso con un presidente sostanzialmente in esilio e già sospeso dalla carica per la legge Severino e in cui cittadini ancora non sanno quando si tornerà a votare nonostante sia certa la data di scadenza del mandato: il 17 novembre prossimo. Giorno dal quale si calcoleranno, stando al vecchio provvedimento che andiamo a sopprimere, i 60 giorni (più 6 ulteriori) di tempo previsti per indire le nuove elezioni regionali. Si potrebbe pertanto votare anche a gennaio, dopo l’Epifania, con prolungamenti di poteri e di stipendi a dei consiglieri regionali “legittimati” da una norma di favore e da un grave atto di tracotanza politica e sociale: le mancate dimissioni da presidente di Marcello Pittella.

Dall’entrata in vigore della proposta di legge, le elezioni regionali verranno indette in una domenica tra la quarta e la prima settimana antecedente la fine del mandato amministrativo, anche in caso di elezioni anticipate.

La possibilità per i consiglieri regionali di prolungare il loro mandato nei 60 giorni successivi al termine del mandato stesso, resterà valida solo nel caso in cui ci sia l’eventualità di una election day con altre elezioni indette nell’anno. In questo caso, ai consiglieri regionali che resteranno in carica per i 60 giorni successivi alla fine del mandato, contrariamente a quanto avviene con l’attuale disposizione di legge, non percepiranno né stipendio né indennità vari. È previsto un risparmio per lo Stato di 300 milioni di euro a tornata elettorale.