6 Agosto 2013

Diffamazione a mezzo stampa – Intervento in aula

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Il testo della proposta di legge sulla diffamazione a mezzo stampa (a firma del deputato Costa), dopo la discussione in commissione giustizia, nel suo complesso risulta condivisibile ed è il male minore, perchè da una parte è volto a salvaguardare la libertà di stampa e la manifestazione del pensiero e dall’altra la tutela dell’onore delle persone offese. Si tratta di un testo al quale è stata accorpata anche la proposta di legge del M5S a firma mia e di Francesca Businarolo.

Nella proposta di legge, si pone in evidenza l’eliminazione del carcere, sulla quale tutti sono concordi e ci pone allo stesso livello di altri paesi europei dove il reato è stato addirittura depenalizzato in concordia con quanto affermato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Non è da paese democratico infatti punire con il carcere dei reati d’opinione (n.b. Travaglio su questo, ha idea diversa).In commissione giustizia abbiamo assistito ad un colpo di mano da parte dei partiti che avevano intenzione di inserire anche nella normativa “siti internet con natura editoriale“. Questa denifizione era tanto ambigua quanto pericolosa in quanto non esiste nell’attuale normativa nessuna definizione chiara di cosa possa essere considerato come “sito internet con natura editoriale“, tanto da far rietrare in questa dicitura anche i blog. Grazie al nostro intervento e alla lungimiranza del Governo nella figura del sottosegretario, abbiamo evitato tale disastro e una legge “ammazza blog”, inserendo una cura “palliativa” che definisce le testate online in base al loro accesso alle misure di sostegno economico.
Purtroppo anche questa riformulazione risulta ancora incompleta perché potrebbe riguardare i commenti dei lettori (su questo faremo battaglia in aula).Anche il diritto di rettifica andrebbe riformulato sulle disposizioni riguardanti le modalità di esercizio di tale diritto per le testate online tenendo conto della struttura e configurazione di queste testate ed in generale andrebbe garantita con commento (non senza, come invece dice questa pdl).

Inoltre in commissione è stata valutata la possibilità di inserire anche una norma che tuteli i giornalisti in caso di querela temeraria (per capirci: se l’ENI chiede a Milena Gabanelli 30 milioni di euro di danno e perde la causa, deve pagare la metà della somma richiesta, ovvero 15 milioni), ma per il momento il governo l’ha accantonata, per cui ne discuteremo in aula.

Nelle commissioni riunite in forma consultiva (trasporti e cultura) siamo riusciti a far inserire nel testo di parere le stesse modifiche che chiederemo in aula tramite emendamenti, convincendo anche altri deputati (sottolineo l’ottimo lavoro di squadra con tutti i colleghi del M5S che ringrazio).


Ricordo, infine, che se questa legge dovesse essere approvata escludendo i commenti dal rigido controllo delle redazione e l’inserimento della salvaguardia dei giornalisti in caso di liti temerarie, avremmo raggiunto un preciso punto del nostro pogramma nella sezione “informazione”
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