DDL SPAZZACORROTTI: LA TRASPARENZA INCHIODERÀ I PARTITI ALLE PROPRIE RESPONSABILITÀ

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Il Disegno di Legge Anticorruzione ha cominciato ieri il suo esame in commissione Affari costituzionali e Giustizia alla Camera. Un provvedimento storico che mira a fare piazza pulita delle trame oscure della corruzione che attanagliano il nostro paese e mette nero su bianco, tra le altre cose, la trasparenza e il controllo dei finanziamenti ai partiti, da sempre una grande battaglia del M5S che ha rifiutato il finanziamento pubblico a cui avrebbe avuto diritto. Con la legge “Spazzacorrotti” ogni euro che finirà nelle casse di fondazioni e movimenti politici diverrà pubblico e tracciabile, in questo modo i cittadini sapranno finalmente chi finanzia quale forza politica.

Le misure, nello specifico, prevedono l’obbligo di pubblicità per chi eroga contributi, prestazioni gratuite o altre forme di sostegno e il divieto per i partiti e movimenti politici di accettarli qualora non acconsentano alla pubblicità dei relativi dati. Niente più anonimato, quindi, per chi finanzia i partiti politici con più di 500 euro e ciò vale anche quando si tratta di soldi donati alle fondazioni girati successivamente agli stessi partiti con manovre poco limpide.

Viene prevista, inoltre, l’annotazione dei contributi in un apposito registro bollato da un notaio e pubblicati sui siti internet dei partiti. Inoltre, sarà vietato ricevere versamenti da governi o enti pubblici di stati esteri, da persone giuridiche con sede all’estero e da persone fisiche non iscritte nelle liste elettorali o private del diritto di voto.

Tutte disposizioni imperniate alla trasparenza come quella che prevede l’obbligo di pubblicazione sui siti dei partiti dei CV e certificati penali dei candidati per tutte le elezioni, fatta eccezione per quelle amministrative nei comuni con meno di 15.000 abitanti. Una misura importante che vedrebbe l’applicazione già per le prossime elezioni regionali in Basilicata qualora si giungesse all’approvazione della legge entro l’anno. La valorizzazione della parte sana della società non può prescindere da un voto informato. Il cittadino deve essere in grado di riconoscere i candidati e votarli in base a criteri di merito e onestà. Gli elettori devono avere la facoltà di discernere. È ora che i partiti che riempiono le loro liste di impresentabili e condannati si prendano le proprie responsabilità rendendo palese agli elettori la propria offerta politica, senza celare abilmente condanne che spesso rimangono ignote ma che non possono passare sotto traccia al fine dell’esercizio di un voto consapevole.