Con il M5S l’open source andrà di moda anche nella PA

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Ieri pomeriggio la Commissione affari costituzionali della Camera ha approvato, nell’ambito della discussione sul disegno di legge delega per la riforma della pubblica amministrazione, un emendamento del M5S di cui la sottoscritta risulta prima firmataria con il quale si delega il governo, nel quadro dei processi di digitalizzazione della Pubblica amministrazione, a favorire l’adozione di soluzioni software open source con indubbi vantaggi in termini di costi e di riduzione della dipendenza tecnologica delle amministrazioni pubbliche dai fornitori di software proprietari..

Si tratta di una rivoluzione culturale che presente nel nostro programma elettorale stiamo portando ad una prima realizzazione pur da forza di opposizione.  Avremmo preferito l’approvazione di una formulazione maggiormente vincolante per il Governo ma si tratta di un primo passo nella giusta direzione” prosegue la deputata.

Resta il rammarico per la mancata approvazione di altre proposte emendative che, tra le altre cose, prevedevano una diretta partecipazione dei cittadini anche nei processi interni delle PA oltre che il riconoscimento di un più ampio diritto di accesso ai dati e alle informazioni detenute dalle PA sul modello del FOIA nordamericano, che dovrebbe invece essere introdotta nell’articolo 6.

Riproporremo in aula gli emendamenti non approvati nell’auspicio di trovare una condivisione ampia rispetto a proposte che vanno nella direzione della trasparenza e della responsabilità dell’agire delle PA” conclude la deputata.