Agenzia Spaziale Italiana di Matera: chiediamo trasparenza e chiarezza

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Il 20 maggio 2014, ho presentato un’interrogazione sull’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), un ente pubblico nazionale che ha compito di ricerca e sviluppo nel campo spaziale. Recentemente l’ASI è stata oggetto della cronaca giudiziaria, partita da un’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma per un presunto giro di tangenti e tentativi di concussione che ha visto il coinvolgimento del suo ex-Presidente, l’Ing. Enrico Saggese, poi messo agli arresti domiciliari insieme ad altri dirigenti. Dopo numerose segnalazioni, rafforzate dagli scandali che hanno coinvolto gli apici dell’Ente, ho ritenuto opportuno chiedere al Ministero dell’Istruzione di intervenire affinché l’ASI torni ad essere in primis un istituto che svolge attività di ricerca scientifica e teconologica, così come previsto dal Decreto Legislativo 128/2003 e come già fatto dai colleghi di cultura Francesco D’Uva e Luigi Gallo.

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L’ASI è presente anche in Basilicata, con il Centro di Geodesia Spaziale (CGS) di Matera, anch’esso non esonerato da segnalazioni, che ci hanno indotto ad interrogare il Ministero anche sulla gestione dei dati prodotti dalle richerche dell’ente lucano per sfatare il rischio di una possibile commercializzazione opaca degli stessi, in particolar modo per quelli connessi al programma CSK (il CSK è una missione spaziale realizzata nel campo delle Osservazioni della Terra mediante dei satelliti in orbita). Un programma di rilevanza scientifica e di lustro nazionale che presenta però poca trasparenza su diversi fronti: è costato ai contribuenti ben 1.5 miliardi di euro e ha imposto al vertice di questo ente pubblico Saggese, uomo di fiducia di FINMECCANICA (palesando un conflitto di interessi tra la mission dell’ente e quella di un grosso centro industriale). Ad oggi, rischia di mandare a casa circa 300-400 lavoratori FINMECCANICA essendo ad alto rischio di fallimento.

Per cercare di creare una gestione dei dati più limpida, la Regione Basilicata, nel programma CSK aveva chiuso un accordo con Saggese che prevedeva la creazione di un Centro di Interpretazione dei Dati di Osservazione della terra (CIDOT) indipendente e volto a creare un polo Hi-Tech scientifico specializzato. Tuttavia nessuna delle due parti ha onorato l’impegno preso e il CIDOT è stato creato all’interno dello stesso ente ASI. Per questo abbiamo chiesto al Ministero di assumere iniziative per l’istituzione di un collegio ispettivo al fine di accertare che i dati CSK, ritenuti sensibili, siano stati gestiti in modo trasparente da parte del CIDOT/ASI di Matera.

La segnalazione che mi ha spinto a scrivere questa interrogazione parte dal territorio lucano, dalla paura e dalla preoccupazione di chi ci lavora tutti i giorni, che gran parte di quello che era stato creato nel passato dal Centro possa essere irrimediabilmente compromesso. Per inseguire le chimere di CSK, il Centro Spaziale di Matera ha perso, nel più assordante silenzio, diverse opportunità strategiche in ambito internazionale, come per esempio le innumerevoli occasioni perdute con il programma GALILEO. Il nostro controllo sarà volto a spingere il Governo affinché promuova una strategia ad ampio respiro e di raccordo con i grandi programmi internazionali (vedasi GALILEO, GMES ed il programma HORIZON 2020). Il paese ha bisogno di ricerca, innovazione e trasparenza per ripensare e ri-progettare il suo futuro.

Il testo integrale dell’interrogazione cliccando qui.