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Il petrolio piace alla RAI!

Qualche settimana fa, ho presentato due interrogazioni in Commissione Vigilanza Rai sul petrolio, prodotto che sembra aver trovato un posto di rilievo nel servizio pubblico radiotelevisivo.


La prima interrogazione (QUI IL TESTO) avanzata è stata sul programma tv intitolato “Petrolio” descritto dallo stesso sito web della Rai come “metafora delle nostre ricchezze che per essere utilizzate devono essere identificate, estratte, valorizzate” Un’allegoria alquanto inusuale per definire una serie di inchieste giornalistiche che intendono portare alla luce le bellezze che si trovano sul suolo piuttosto che nel sottosuolo!
L’interrogazione è nata dalla denuncia già inviata all’AGCOM da Mediterraneo No Triv (http://notrivjonio.blogspot.it/), un Comitato di cittadini che da anni si batte contro le perforazioni petrolifere che fino ad oggi hanno portato alla svendita di interi territori a favore delle grandi lobby petrolifere. A sostegno delle ragioni portate avanti dai No Triv, ci sono tesi accademiche di spicco, come quelle della Professoressa Maria Rita D’Orsogna, la quale conferma che il petrolio, più che una ricchezza, rischia per di essere solamente un’opera di deturpamento per l’uomo e per la natura.

Il dubbio che ci sia il tentativo di promuovere una pubblicità occulta a favore del combustibile nero sorge spontaneo soprattutto quando si legge sul sito della RAI che un programma come “Petrolio” è pensato “senza dibattiti, contradditori e risse verbali, segnato da chiara esposizione di fatti, con domande a cui trovare inequivocabili risposte”. E’ proprio con l’assenza di dibattito che questo programma – così come evidenziato nell’interrogazione – contravviene al Contratto del Servizio RAI vigente, che dovrebbe invece assicurare pluralismo e dedicare spazi anche ai cittadini che si dedicano anche a lotte a favore della tutela della natura.

E’ lecito quindi pensare che il servizio pubblico abbia intrapreso una vera e propria linea politica volta a sostenere le estrazioni petrolifere?


Questa è la domanda chiave ripresa anche nella seconda interrogazione (QUI IL TESTO).

Anche in questo caso la presentazione dell’atto è scaturito da una denuncia di un Comitato denominato “Stoppa la Piattaforma(http://notrivjonio.blogspot.it/). La trasmissione oggetto dell’interrogazione “Onda Blu”, ha trasmesso una puntata sulla città di Sciacca, tra cucina tipica locale, ceramiche e mare ma senza dimenticare di sottolineare anche la presenza di giagicimenti petroliferi nella zona. La malafede del servizio pubblico rispetto alla domanda posta nell’interrogazione è nata dal fatto che l’intervista all’ingegnere Mario Di Giovanna, che aveva esposto la sua posizione contraria alle perforazioni nel mare sciacchese, non sia stata mandata in onda. Al contrario è stata trasmessa un’altra intervista al geologo “pro-perforazioni” Cassaniti, il quale dichiara di essere favorevole alle perforazioni, purché avvengano in sicurezza. Opinioni alle quali siamo abituati in Basilicata.

Stamattina è arrivata risposta a quest’ultima interrogazione che ha dell’incredibile (QUI LA RISPOSTA). In primo luogo Cassaniti “è ritenuto un esperto per approfondire il tema delle trivellazioni dal punto di vista scientifico; tale testimonianza dunque non veniva utilizzata in contrapposizione alle teorie del Comitato “Stoppa le piattaforme” o ad altra qualsivoglia posizion~ bensì come parere tecnico”. Sicuramente esperto come Tabarelli di Nomisma Energia? Chissà.

Ma vi è di più. L’intervista censurata del geologo Di Giovanna secondo la RAI non è andata in onda poiché la conduttrice “dopo aver sottolineato che i pescatori locali hanno deciso di prendere posizione e di sostenere il comitato “No alla piattaforma”, intervista Pino Gullo, Presidente Lega Pesca Sicilia, che sottolinea come la pesca siciliana chieda con molta forza una regolamentazione al pari di quello che è avvenuto nell’ Alto Tirreno e conclude che “per poche manciate di petrolio si va a distruggere l’industria della pesca … che dà lavoro a moltissime fàmiglie”.
In questo caso però, la RAI non ha ritenuto né che fosse necessario l’intervento di un esperto come nella posizione pro-petrolio, né che non esiste in alcun modo una scusate alle perforazioni petrolifere, anche se esse avvengono in sicurezza.

E veniamo infine alla chicca finale dell’interrogazione:
Nel rispetto dei principi d’imparzialità e completezza dell’informazione, si precisa infine che, non essendo presenti nei servizi sopra riassunti delle dichiarazioni o interviste di rappresentanti di compagnie petrolifere (per es. Eni), gli autori hanno deciso che, nell’economia del programma, le due voci fossero sufficienti ed esaustive a raccontare tale problematica.

Giusto. C’era già l’opinione di un geologo che sosteneva l’ENI e la richiesta di regolamentazione del Presidente della Lega Pesca Sicilia.

4 Comments

  1. Questo programma è la sintesi estrema del come “far passare alcune strategiche menzogne_informazioni” rivestendole di brillantini…

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