“Nel 2027 produrre un’auto elettrica costerà meno che produrne una a benzina”

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L’acquisto di un’auto elettrica tra qualche anno diventerà più conveniente rispetto a quello di una macchina a benzina. Secondo uno studio di BloombergNEF, già nel 2027 optare per l’elettrico costerà meno del mezzo alimentato a combustibile fossile, anche a prescindere da eventuali incentivi pubblici.

Le ragioni risiedono in due fattori: in primis perché diminuiranno i prezzi delle batterie agli ioni di litio, che attualmente hanno un grande impatto sul prezzo del veicolo. Il secondo motivo è che grazie  all’aumento della richiesta si godrà di economie di scala negli stabilimenti industriali che permetterà di abbattere ulteriormente i costi di produzione.

Nel 2020 sono state vendute 1,7 milioni di automobili elettriche, nel 2025 si stima saranno 8,5 milioni e nel 2030 26 milioni. Entro il 2040, secondo le previsioni, più della metà delle automobili vendute nel mondo sarà elettrica.

Alla luce di una tendenza che rivoluzionerà sempre più il mercato dell’auto, occorre puntare sin da ora a incentivare la produzione in Italia delle batterie alimentando la filiera. Oggi l’Europa produce solamente il 3% delle celle per le batterie al litio su scala globale, mentre l’Asia l’85%.

Lo sviluppo di questa filiera economica deve costituire una priorità per il nostro Paese. Una posizione in linea con quella dell’Unione europea, così come è stato evidenziato dalla risoluzione sul piano d’azione strategico Ue volto a creare una filiera industriale per le batterie in Europa che tocca diversi argomenti: dalla diffusione della mobilità elettrica, al recupero e riciclo degli accumulatori, dalla ricerca di nuove tecnologie alternative al litio, all’approvvigionamento etico ed ecologico delle materie prime. 

Un testo che è stato approvato all’unanimità dalla X Commissione Industria del Senato al termine dell’indagine promossa dal presidente della commissione, Gianni Girotto che aveva tenuto conto dei pareri espressi da diversi operatori del settore, tra cui Enel, Terna e Cobat.

Come evidenziato dall’indagine, l’Italia potrebbe anche ritagliarsi un ruolo di rilievo per quanto riguarda il riciclo/riutilizzo delle batterie a fine vita, tanto da diventare con un’adeguata programmazione e i necessari investimenti, uno dei maggiori fornitori di “materia prima seconda”, soprattutto litio, cobalto, grafite e altri materiali preziosi.

Un altro tema rilevante affrontato dalla risoluzione è lo sviluppo delle colonnine di ricarica per le auto elettriche, con particolare attenzione alle soluzioni V2G (Vehicle-to-Grid) che consentiranno di sfruttare le batterie dei veicoli per fornire servizi alla rete, come la copertura dei picchi di domanda. Perché le auto elettriche si diffondano di più serviranno infatti, oltre a una maggiore convenienza rispetto alle auto tradizionali e a politiche incentivanti, anche un’espansione delle infrastrutture necessarie alle ricariche delle batterie oltre all’aumento delle autonomie di queste auto.