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Petrolio, fori nei serbatoi al centro Cova di Viggiano. “Chiuderlo subito”

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Roma, 30 marzo 2017 – Subito dopo l’ennesimo sversamento al Cova, il centro oli di Viggiano in Basilicata, di cui si è occupato anche l’ultimo servizio di Striscia la Notizia, il M5S ha presentato un’interrogazione per chiedere dei chiarimenti al Governo e al Ministro dell’Ambiente.
«La situazione è critica, come rilevato anche dall’associazione “Mediterraneo No Scorie”: dalla diffida inviata a Eni dalla regione Basilicata datata 14 Marzo 2017, è emerso che sono quattro i serbatoi di petrolio che presentano delle criticità e addirittura in alcuni casi, fori rilevati nei serbatoi», dice la deputata lucana Mirella Liuzzi prima firmataria dell’interrogazione.

«Leggendo le ultime dichiarazioni di Descalzi, ad di Eni, non possiamo non pensare alla parola ricatto. Infatti ha detto che in Val d’Agri “si possono investire miliardi, raddoppiando o triplicando la forza lavoro, ma serve un clima con la popolazione: investirò se ci sarà un dialogo reale”. Insomma state buoni e arrivano i soldi. Capito?», chiede la Liuzzi.
«Ora le autorità competenti dovrebbero immediatamente disporre la chiusura del centro COVA per garantire i lavori di bonifica e soprattutto garantire l’incolumità dei cittadini che ci lavorano», spiega la Liuzzi.
«Cosa hanno portato le estrazioni petrolifere in Basilicata? Secondo lo Svimez, 6 mila giovani, e 7 mila laureati sono stati costretti a fuggire dalla Basilicata negli ultimi 10 anni, mentre l’ENI era impegnata a trivellare e i cittadini lucani si impoverivano sempre più. Nessuna ricchezza ma solo svendita per il nostro territorio», conclude la Liuzzi.

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