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NESSUN ACCORDO SOTTOBANCO, MA TRASPARENZA AGCOM

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Mercoledì prossimo è in programma al Senato l’elezione di un commissario dell’AGCOM, l’autorità indipendente che si occupa di regolazione e garanzia nel settore delle telecomunicazioni, ma anche di parcondicio, corretta competizione degli operatori sul mercato, frequenze televisive, ecc….
E’ un’autorità fondamentale che agisce per far rispettare la libertà di informazione. Purtroppo i commissari di questa autorità vengono ancora eletti dalla politica in Parlamento, senza che ci sia una procedura pubblica e trasparente.

Nel 2013, quando la Camera doveva nominare un nuovo commissario AGCOM, le associazioni e la società civile spinsero la Boldrini a fare una sorta di consultazione pubblica: chi voleva candidarsi doveva mandare il proprio CV da pubblicare sul sito della Camera. Noi del M5S, dopo aver letto tutti i curricula, scegliemmo un nome di un esperto, solo valutando le sue competenze. Seppur debole, questa nuova modalità è un segnale.
Ora invece torniamo indietro: al Senato non accadrà nulla di tutto ciò. Nessuna consultazione pubblica, nessun CV pubblico, ma solo beceri accordi da tra i partiti.
E quali sono i nomi che secondo indiscrezioni giornalistiche, sono tra i più papabili? Chiaramente alcuni legati a Forza Italia! Come mai? Semplice! La tutela delle reti Mediaset dalla scalata di Vivendi. L’AGCOM giocherà un ruolo fondamentale dato che è stata aperta un’istruttoria il 21 dicembre sul caso Mediaset-Vivendi.

In queste ore, il PD ha smentito accordi con Forza Italia, ma dato che non c’è nessuna trasparenza in queste nomine, come M5S chiediamo ufficialmente a Grasso di intraprendere la stessa procedura che si ovviò alla Camera nel 2013.

 

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