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Milleproroghe: M5S, editoria resta ostaggio premier di turno

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ROMA, 10 FEB – “Ancora una volta con il decreto Milleproroghe l’editoria italiana resta ostaggio del premier di turno. Il Governo ha infatti bocciato il nostro ordine del giorno in cui chiedevamo di adottare regole chiare e definitive per vietare le partecipazioni incrociate tra editoria, televisione e comunicazioni elettroniche. In poche parole, per dire no una volta per tutte alle lobby mediatiche e garantire cosi’ il pluralismo dell’informazione. E invece l’Esecutivo ha preferito affidare questo divieto ad una proroga che va avanti ormai da sei anni, lasciando la tutela del diritto all’informazione dei cittadini agli umori del leader politico di turno, che potra’ fare il bello e il cattivo tempo ed usarlo come merce di scambio per la trattativa politica del momento”. Lo affermano in una nota i deputati del M5S della Commissione Trasporti. “Perche’ il Governo ha detto di no a delle regole chiare e definitive sugli incroci Tv-editoria? Per tutelare quali interessi? Ricordiamo che e’ proprio grazie al decreto Milleproroghe del 2010 che l’impero mediatico di Berlusconi e’ sfuggito ad una regolamentazione definitiva. All’epoca infatti – spiega Mirella Liuzzi, portavoce 5stelle – il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, rispondendo a nuove sollecitazioni dell’Agcom che chiedeva una legge per il settore, inauguro’ invece il sistema di proroghe per l’editoria che va avanti ormai da sei anni. E ancora oggi la tradizione si rinnova, in perfetta linea di continuita’ con i predecessori. Non c’e’ che dire. Le lobby mediatiche ringraziano”.

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